Chi sono

Sono nata ad Arcole, mi piace l’ambiente ma mi piace anche viaggiare, soprattutto interiormente. Amo dipingere gli stati d’animo interiori dell’umanità, con una predilezione per i temi sacri. I soggetti sacri infatti sono un pretesto per scavare dentro agli esseri umani, per ritrovare nelle persone di oggi gli attributi dei SantiAntonella Burato del passato. Io riconosco nelle persone moderne le sofferenze dei santi, le loro missioni, le loro autenticità. Sono stata allieva del Maestro Ezio Grandiello di S. Gregorio, un pittore classico, ritrattista, molto dotato anche se poco conosciuto.

Ho frequentato l’accademia di Brera a Milano. Il più importante riconoscimento l’ho ottenuto nei giardini della Biennale di Venezia nel 1994, dove ho partecipato con opere bianche, cioè opere dove la cromaticità è data dai vari toni di bianco e dal rilievo dei materiali. Altro importante riconoscimento a una 30ennale rassegna d’arte nel Vicentino dove mi è stato assegnato il Pennello d’Oro per la mia arte innovativa. Un altro aspetto della mia personalità è il recupero degli oggetti del passato perchè l’oggetto costruito dall’artigiano assomiglia all’opera dell’artista.

Una mia mostra era intitolata appunto IL SEGNO RICICLATO. Qui i dipinti raffiguravano ferri longilinei che sembravano segni materializzati. Spesso però, eseguo ritratti oppure dipinti del santo protettore. Io vivo il momento, anche se a volte esso mi sfugge. Non credo alla fama dei posteri e preferisco realizzare l’attimo presente. Il 10 agosto nella chiesa di Minerbe (sagra di san Lorenzo) ho presentato bozzetti di studi per realizzare opere sacre. Il 9 settembre è avvenuta l’inaugurazione della cappella dedicata a san Giovanni Nepomuceno di Arcole. In quell’occasione, insieme alle pittrici Annalisa Sartori e Antonella Busellato, ho presentato due nuovi quadri sulla vita del santo.

Altre mie opere esposte in luoghi sacri: IL BATTESIMO DI GESU nella chiesa di Locara a san Bonifacio. LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE nella chiesa di Bonferraro. Il Rosario Biblico in 14 tele presso la chiesa alpina nella Casa del Fanciullo Gesù. Inoltre la pittrice Antonella Burato ha restaurato la pala d’altare nella cappella di Montebello Vicentino e la lunetta centrale che rappresenta Cristo fra i suoi familiari.